Pasta contro la povertà? Il caso Serato

Pasta-poveri

Quando la pasta significa anche solidarietà dall’impegno dei pastai italiani al caso Serato

Pasta e solidarietà – Nutrire il pianeta anche con un piatto di pasta. Con questo spirito, in occasione del World Pasta Day, i pastai di AIDEPI – (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) hanno simbolicamente donato alle mense Caritas di 12 Regioni oltre 28 tonnellate di pasta, un quantitativo sufficiente ad assicurare 350.000 pasti.

Solo in Europa, secondo l’ultimo Rapporto della Caritas Italiana “Povertà plurali”, presentato proprio nell’ambito dell’Esposizione Universale, sono più di 53 milioni le persone che non riescono a soddisfare in modo stabile l’esigenza di un pasto adeguato. A fronte di una media del 10,5%, in Italia è il 14,2% della popolazione a soffrire la fame, con un incremento record del 130% in 5 anni. Dall’analisi della Caritas, risulta che tra il 2013 e il 2015 sono aumentati gli italiani (+4,1%) e di conseguenza le richieste di cibo avanzate dalle famiglie (+10,2%).

Il caso Serato – Ma la solidarietà ha il sapore della pasta anche dall’altra parte dell’Oceano e parla italo-americano. Non solo healthy pasta, per donne in carriera ma anche amore e solidarietà verso i più deboli. Bruno Serato, italiano originario di San Bonifacio, che da quasi 30 anni, vive a Los Angeles dove gestisce il celebre ristorante “Anaheim White House”, frequentato da personaggi famosi e divi del cinema. Dieci anni fa entra in contatto con la realtà dei motel kids migliaia di ragazzi poveri ed emarginati costretti a vivere nel degrado e nell’abbandono dei mille Motel di cui la cittadina è costellata. Inizia così a preparare prima 10-20 piatti di pasta a sera. Che diventano presto 300. E poi 700. E ancora 1000. Per arrivare agli attuali 1200 pasti quotidiani per altrettanti ragazzi che, altrimenti, se ne andrebbero a letto con la pancia vuota. Tutto questo, però, ha un costo. In termini di tempo ma anche di denaro. Inizialmente è lo stesso imprenditore che si fa carico delle spese (circa 25.000 dollari l’anno) del “Caterina’s Club”, la Onlus da lui fondata che porta il nome di sua madre (nel frattempo scomparsa). Oggi il budget per la sua associazione ha superato i 200 mila dollari, grazie alla generosità di vari donatori. Lo scorso anno, poi, le 3 tonnellate di pasta donate da un’azienda italiana attiva in America hanno contribuito ad aiutare Serato che non si è dovuto preoccupare della principale materia prima utilizzata per sfamare 1200 ragazzi ogni giorno dell’anno. A marzo di quest’anno i pasti distribuiti hanno superato il milione e fra i cavalli di battaglia più apprezzati la semplice bontà della pasta al pomodoro.