No alle ideologie alimentari. Il parere del nutrizionista

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Dieta mediterranea, vegetariana o vegana? Ognuna ha i suoi sostenitori, ma l’alimentazione tradizionale del nostro Paese, basata sullo stile mediterraneo, sembra essere quella più equilibrata. A confermarlo anni di studi autorevoli e una recente ricerca pubblicata sul British Medical Journal, che insieme all’OMS considera la dieta mediterranea l’elisir di lunga vita in grado di regalare a chi la segue quattro anni di vita in più rispetto a una dieta di “tipo americano”. A confermare gli effetti positivi della dieta mediterranea anche il vicepresidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione Marcello Ticca.

Il segreto dell’elisir mediterraneo – La dieta mediterranea è un modello dietetico estremamente vantaggioso: un’alimentazione povera di grassi di origine animale, sostituiti dall’olio di oliva, ricca di cereali, frutta, verdure e legumi, con pesce e poca carne, che manterrebbe più lunghi i telomeri, segmenti dei cromosomi che giocano un ruolo fondamentale nei processi di invecchiamento, talvolta “accorciati” da stili alimentari e di vita malsani.

I benefici secondo Marcello Ticca – «Al modello dietetico mediterraneo, come è noto, è associato un ridotto rischio tumorale, ma è meno noto che contrasta l’osteoporosi, riduce l’incidenza di Alzheimer e Parkinson, e grazie alla ricchezza in antiossidanti contrasta la sindrome metabolica, che comporta il rischio di malattie cardiovascolari ed epatiche e di diabete».

La dieta per chi teme la bilancia – Quella mediterranea è stata accusata di far ingrassare. «Ma non è vero, – ribatte Ticca – basta farla davvero e non, come magari ci piacerebbe, abbuffandoci di pane, pizza e pasta, ma abbondando invece con frutta e verdure che tra i tanti pregi hanno anche quello di avere poche calorie ma molto volume, e danno quindi rapidamente un senso di sazietà».

Iperproteica sì o no? Tra chi teme la bilancia, tanti sono quelli che riducono drasticamente i carboidrati e privilegiano le proteine. «Che un regime iperproteico inizialmente faccia dimagrire è fuori di dubbio, – dice Ticca – ma si sovraccaricano reni e fegato, si introducono troppi grassi animali e si rischia una ipercolesterolemia, oltre ad andare in acidosi – un fenomeno molto negativo -, mentre vengono a mancare vitamine, minerali e fibre, dall’indubbio ruolo protettivo. Per di più, il peso perso consiste soprattutto in liquidi e massa magra (perché l’acidosi, oltre a inibire la sintesi proteica, ostacola la scissione dei grassi corporei e quindi l’organismo come fonte di energia utilizza le proteine corporee, ndr ), e viene recuperato molto rapidamente. Poi, un conto é seguire una dieta di questo tipo per una o due settimane – a patto che il medico ci autorizzi -, altro è farne una “regola di vita”».

A proposito di proteine – In direzione contraria all’iperproteica si muove la dieta vegetariana, che esclude dalla dieta proteine animali. Afferma Vincenzino Siani, presidente della Società italiana di nutrizione vegetariana: la dieta vegetariana è un regime alimentare equilibrato, a patto di sapere quello che si fa. E a proposito del dibattito aperto sulla carenza di alcuni nutrienti avverte che in questo tipo  di regime alimentare il rischio che si corre non è affatto la carenza di proteine e spiega: Basti pensare che a una donna di 60 chili servono mediamente 54 grammi di proteine al giorno e che un etto di pasta ne contiene 11 grammi, un etto di legumi più di 20 grammi, un etto di formaggio stagionato (previsto nella dieta dei “latte- ovo -vegetariani”) oltre 30.

 

Fonte: Corriere della Sera